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Tevere Cavo: negoziare un’architettura vivente
Tra (non)materia, interattività, trasparenza e paesaggio

Ripercorrendo il testo di Antonino di Raimo (1) su F. Roche e i New-Territories la mia attenzione è colta dalle righe del progetto Aqua Alta a Venezia e dal museo Green Gordon. Molti sono i punti di contatto che potrebbero scaturire dalla comparazione del contesto del primo lavoro di N.T. con quello romano inerente il progetto Tevere Cavo.

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Aqua Alta 1.0 _____________________________________________________________________________Green Gordon

Il concept per quest’ultimo tema muove innanzitutto dal Tevere come palinsesto, dal suo colore, dal suo moto e dal rapporto più intimo con Roma da rinegoziare.

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Tevere

La mia intenzione muovendo dal colore e dalla(non)materia del fiume è rivolta verso una struttura contenuta in un materiale trasparente con, all’interno degli stessi strati materici trasparenti un sistema di led attivabile attraverso dei sensori che misurano la lunghezza della radiazione luminosa della città di Roma. Tale struttura, cava, all’interno, ma a doppia membrana, è riempita con l’acqua del Tevere, la quale oltre a manifestarsi tridimensionalmente, darebbe un’economicità, un’efficienza dei materiali e un riutilizzo continuo. L’acqua entra tramite capillarità. La natura nell’architettura. L’acqua sarebbe, poi, filtrata attraverso delle alghe fitodepuranti, in continua crescita sugli strati superficiali della pelle dell’allestimento, nel livello basso della struttura, a contatto col fiume, grazie a delle pipette che fissano l’azoto per favorire la crescita vegetale, e rilasciata continuamente innescando processi di fotosintesi che aiuteranno a riciclare le acque reflue.

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Green Gordon______________________________________Mosquito Bottleneck_ trasparenza_cavità

L’acqua entrante-uscente in un ciclo continuo e unico potrebbe percorre anch’essa una struttura che rimanderebbe al nastro di Moebius con un solo bordo e una sola superficie in grado di chiudere un circuito e collegarsi col sistema urbano. L’energia, utile alla vita dell’edificio e alla sua fruizione, sarà data dalla presenza di un sistema di micro-pale che rimandano alla esistenza in passato di alcuni mulini tra l’ansa destra del Tevere (Ghetto Ebraico) e l’Isola Tiberina. Lo spazio interno avrà funzione vitalizzante e in continuo cambiamento. Sarà luogo di prelievi e test sulle acque del fiume; misurerà i livelli di piena e darà occorrente allarme, depurerà le acque, sarà autosufficiente e sarà uno spazio di aggregazione. Un sistema interattivo, sarà connesso alla pavimentazione per rendere anche l’illuminamento della struttura economico ed efficiente. Lo stesso sistema può essere collegato ad alcuni sensori che misurando la percentuale di polveri sottili fa mutare, attraverso uno script, il colore dei led dando una cromia diversa nel tempo.

Un'allestimento-piazza fluttuante per dare un impulso all’ecosistema Tevere.

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Installazione luminosa a LED dell'architetto croato Nikola Bašić___________________Max Bill. Superficie senza fine. 1953-1956,

Museo Middelheim, Anversa

 

Carmelo Radeglia

(1) Antonino Di Raimo - François Roche, Eresie macchiniche e architetture viventi di New-Territories.com, Edilstampa, Editrice dell’ANCE, 2014 (IT REVOLUTION IN ARCHITETTURA – collana diretta da Antonino Saggio).

 

http://www.new-territories.com/apiration.htm


http://www.archilab.org/public/1999/artistes/roch01fr.htm


http://www.e-flux.com/journal/greyen-a-history-of-local-operative-criticism/

http://www.ddarcart.com/2013/07/nikola-basic-installazione-luminosa-led.html

http://www.new-territories.com/

http://www.inventati.org/zoninoz/html/index.php?module=text&aid=20

http://www.new-territories.com/blog/

http://scriptedbypurpose.wordpress.com/participants/rsie-francois-roche/

http://postmarxist.files.wordpress.com/2009/12/javierlostin.pdf

http://www.baunetz.de/talk/crystal/pdf/en/talk26.pdf

http://ssbcancienne.files.wordpress.com/2010/12/rsiehere.pdf

 

 

 

 

 

 

TC